14 gennaio 2014

Gli stereotipi sulle ragazze danesi e l'ottusità di certi Italiani....


Ho ricevuto dei commenti sul blog alquanto offensivi nei confronti delle donne danesi, che ovviamente sono stati immediatamente cestinati. Vorrei, però, condividerne due in particolare con voi per parlare del tema "razzismo" sotto un altro punto di vista.

E' razzista solo chi offende e disprezza un altro essere umano per il colore della sua pelle? E' razzista solo chi odia persone di credo religioso o politico diverso dal proprio? E' razzista solo chi crede nella superiorità di un popolo, di un Paese o di una "razza"?

Non sarà che esistono altre forme di razzismo, spesso socialmente più accettate, come la seguente? Sentite qui che cosa ho dovuto leggere, con sommo sbigottimento, in un commento lasciato per ben due volte sotto ad uno dei post di questo blog (per giunta il commento non era affatto attinente con il tema del post in questione).

"Chi se ne frega di come (le ragazze Danesi, n.d.r.) trattano gli uomini... dopo che te la sei fatta un mesetto almeno....passi ad un'altra....Meglio una donna senza personalita' e strafica che le superdepresse, convinte di avere le palle solo perché hanno atteggiamenti da uomo (prepotenza e fattezze). Insomma l'atteggiamento tipico delle coatte... Meglio strafiche... e cambiarle spesso, almeno non ci si annoia. Con le Danesi non avrei nemmeno il tempo di capire la loro personalità, ma solo di capire il loro sapore. Solo aguardarle a me sembra che abbiano più personalità di certe depresse italiane coatte."

E ancora:

"Come trattano gli uomini (sempre le Danesi, n.d.r.) chi se ne frega! Lo dico io, da uomo. Dopo che me la dà per un mesetto, almeno se mi piace, passo ad un'altra. Se mi tratta male (cosa che non può accadere, visto come sono a letto e anche fuori, passo alla successiva più fica della prima."


Purtroppo questo tipo di pregiudizi sulle ragazze nordiche è vivo più che mai e si sta diffondendo sempre più, piuttosto che lentamente scomparire con l'avvento della modernità, anche grazie a tutta una serie di ignobili "personaggi" che, pur di vantarsi di aver trovato la loro "America" nel Nord Europa, diffondono volgari e basse "leggende metropolitane" sui comportamenti sociali e sessuali delle ragazze danesi, norvegesi, svedesi e chi più ne ha, più ne metta.

Carissimi Italiani (e non) che pensate che tutte le donne nordiche siano poco più che delle ragazze da marciapiede, fatevi una domanda: non è anche questa una forma di razzismo becero e ignorante (anche se è decisamente indicativo del vostro livello morale e intellettuale)? Meditate, ragazzi, meditate....

6 commenti:

Carla Ferrante ha detto...

Carla Ferrante
Prima il caso della giraffa uccisa poi gli episodi di violenze sessuali da parte di uomini ai danni di poveri animali ma la Danimarca è un paese civile? Ma che razza di gente è la popolazione danese? Quello che sta succedendo è una vergogna per l'essere umano

Franco Fa ha detto...

non voglio aprire un dibattito sulle Donne di oggi o "moderne" danesi o italiane per me cambia solo la cultura...a me oggi interessa un lavoro. C'è qualche possibilità per un 40 enne che ha perso il lavoro e che dall' Italia vorrebbe fuggire?

Moni ha detto...

Direi che più che razzismo i casi dei commenti citati sono becero maschilismo tipico di certe sottospecie di maschio italiano, ma ahimé dal commento sopra vedo che non sono solo certi maschi a coltivare un'immagine completamente distorta di una nazione europea tanto affascinante e vivibile, peccato. Ma del resto, su internet se lasci aperti i commenti c'è sempre gente che scrive solo per polemizzare, è inevitabile.

Ho appena scoperto questo blog cercando la ricetta del budino di riso danese pensa un po' :) esplorerò con piacere il resto! Sono stata in Danimarca solo in visita, vivo in Germania e ci sono parecchi danesi anche dalle mie parti lì, sarà solo un'impressione superficiale certo, ma mi son sempre trovata benissimo, sono tra i più aperti e gentili tra i popoli "nordici". Ho grande interesse anche per la lingua e la cultura, la letteratura, la tv, il cinema danesi. Non andrei a viverci - costa troppo! ma è veramente un bel paese da visitare.
Tutto qui, volevo solo fare i complimenti per l'impegno nel mantenere un blog amatoriale di questo tipo!

maria cristina chesi ha detto...

Mi associo a Franco Fa, io dall'Italia voglio solo fuggire. Questo popolo non mi somiglia, scambia la mia correttezza per ingenuità, la mia onestà per debolezza, la mia rabbia per assurda follia, la mia voglia di fare per inutile fanatismo, il mio rispetto per le regole sono un vezzo inutile da sfigata, la solidarietà mi pone come fessa da sfruttare, il mio impegno a non lasciar andare tutto in malora è ormai solo utopia. Ho perso il lavoro quasi 4 anni fa, non ho avuto il sussidio di disoccupazione perchè il mio caro ex datore non mi aveva consegnato la lettera di licenziamento e quando sono riuscita ad ottenerla era tardi...non che l'inps mi abbia aiutata a far valere i miei diritti. Mio marito lavora con Alitalia, ora ci sono altri 2600 esuberi e anche se lui è un tecnico altamente specializzato, ora come ora non vogliono gente che sa lavorare, vogliono gente che costi poco, tanto Alitalia, sappiatelo, ormai è una scatola vuota, hanno venduto ogni cosa a costo di realizzo, si sono indebitati con le banche, costano milioni in cassa integrazione e il personale in effetti non serve se non ci sono i mezzi per farli lavorare e neanche più le commesse dalle altre compagnie, alitalia non la vuole più nessuno ed era un gioiello. C'è un generale clima di inimicizia, camminiamo veloci a occhi bassi in mezzo al frastuono del traffico (vivo a Roma), guidiamo cercando di non farci ammazzare dai suv i cui proprietari si sentono padroni del mondo, attraversiamo la strada sperando di arrivare illesi dall'altro lato. Ci sparano tasse nuove di continuo (se hai ancora il lusso di possedere un tetto, una macchina e un lavoro non in nero), i gestori delle utenze sono impazziti; fatturano quando, quanto e come gli pare e ti tocca pagare per rivolgerti al mediatore con un avvocato per uscirne fuori. La PA è un muro di gomma, se fanno un errore fai prima a spararti, tanto non lo risolvono finchè non ti rivolgi ad un giudice. Qui sembra di essere sul barcone fatiscente degli emigranti africani, tutti si accalcano cercando di scavalcare il prossimo... sto guardando seriamente ai paesi scandinavi perchè mi sembrano un miraggio di civiltà, spero di non sbagliarmi. Grazie per le informazioni che condividi, c'è un solo modo per non aver paura di ciò che non si conosce...conoscerlo.

Vincenza VFvincenza ha detto...

Ho lavorato e vissuto in diversi paesi europei ed extra-europei, negli ultimi vent'anni. Con riferimento alla mia esperienza personale, posso dire che una simile mentalità -troglodita, a mio avviso- prescinde dalla nazionalità e cultura di origine del "maschio". Non si limita all'italiano ed è riscontrabile anche in altri paesi e culture. Ciò che mi perplime e sorprende, ogni qualvolta mi confronto con queste situazioni, soprattutto in società cosiddette evolute e civili: questi "esseri" sono stati partoriti da una donna. Successivamente, sono stati cresciuti ed educati quasi sempre dalla madre o da altre figure femminili di riferimento nel contesto familiare prima e sociale allargato poi. È evidentemente che questi individui, in linea di fatto, "rispettano" e hanno considerato e continuano a considerare anche le figure femminili della famiglia e della società di derivazione alla stessa stregua di quelle che "fregano" al di fuori del loro nucleo familiare e sociale. Che squallore!?! Tali comportamenti non avrebbero ragion d'essere altrimenti.
Vincenza

P.S.: ho scoperto questo sito per caso e cercato più volte di registrarmi, senza successo. Continua ad apparire un messaggio di errore e anche l'opzione di contatto con l'amministrazione del sito non si attiva.

Unknown ha detto...

Salve a tutti, vorrei aggiungere il mio contributo a questa conversazione dicendo che ogni popolo ha trasmesso dei propri valori positivi all'umanità, e che spesso questi valori decadono nelle società odierne e noi veniamo sempre a sapere degli eccessi e delle deviazioni.
La Danimarca e gli altri paesi nordici hanno coltivato un'idea di rispetto della donna fin dall'antichità e sono stati gli scandinavi uno dei primi popoli a concepire la parità dei sessi all'interno della coppia e l'unità indissolubile nel matrimonio.
Nella società vichinga la moglie portava le chiavi di casa appese alla cintura, segno della sua autorità sulla casa, e le donne germaniche al momento del matrimonio ricevevano in dote una parte dei beni del marito.
L'idea evangelica della coppia come una "sola carne", contro il patriarcato selvaggio praticato nelle aree mediterranee, deriva dal filosofo greco Platone, e a sua volta si ritrova anche nella cultura scandinava, e ciò è testimoniato anche da una tragica antica usanza nordica.
Il cronista arabo Ibn Fadlan, vissuto nel Medioevo, narra di aver assistito al sacrificio della concubina di un re vichingo morto. Al tempo di Fadlan il senso del rito si era perso, ma in origine voleva dire che la devozione della moglie verso il marito era tale, che essa non avrebbe potuto sopravvivere alla sua perdita.
Anche "I viaggi di Sindbad" raccontano che in una misteriosa terra la persona rimasta vedova (sia maschio che femmina) doveva sacrificarsi alla morte dell'altro coniuge. Pare infatti che in origine questo rito fosse riservato anche agli uomini rimasti vedovi, ma col tempo, come spesso accade, questo trattamento fu riservato esclusivamente alle donne.
Nelle Edda di Snorri si legge che alla morte di Balder, figlio di Odino, la moglie Nanna muore improvvisamente poco dopo di lui, per il dolore, e viene arsa sul rogo funebre del marito. Inoltre Freya, la dea della bellezza nella mitologia nordica, pare fosse immaginata come una vedova inconsolabile.
Questa terribile usanza sembra essere tipica dei popoli indo-europei ed è attestata anche in Grecia prima del 1000 a.C ( si narra che Gorgofone, figlia di Perseo, fu la prima donna a risposarsi alla morte del marito), in Scandinavia è durata fino alla fine dell'era vichinga, quando i popoli nordici si convertirono al cristianesimo. In India quest'usanza si chiamava sati, ed è durata fino al '900.
Mentre presso i popoli semitici la donna era trattata come un essere inferiore, esisteva la pratica della poligamia e del levirato, nella cultura nordica esistevano già i semi di una cultura della partità dei sessi e dell'indissolubilità del vincolo matrimoniale.
La figura materna era molto importante per gli scandinavi, e credo lo sia tuttora. I vichinghi danesi e i normanni hanno abitato alcune zone dell'Italia meridionale, contribuendo in parte a formare l'identità del nostro Paese, un mosaico di tante culture.
In queste zone d'Italia si risente ancora di un certo "matriarcato", le donne sono molto forti, delle compagne virili, ci sono casi di mariti che affidano alle mogli la direzione della casa e la gestione dei risparmi, anche se a lavorare sono loro. Chissà che non sia un retaggio di questa cultura...Probabilmente nel momento in cui si è diffusa nel mondo l'ideologia femminista, la Danimarca, che già aveva coltivato un'idea di parità dei sessi, ne ha risentito negativamente portando all'estremo certi aspetti culturali.
Tante altre cose positive hanno fatto i danesi per il mondo, ma qui sarebbe troppo lungo elencarle tutte.

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